La semplice donazione del cordone ombelicale può salvare vite umane. Il cordone è vita che rigenera vita. In tutto il mondo esistono 150 banche, 600 mila donazioni disponibili congelate e sono stati effettuati 30 mila trapianti.
L'obiettivo è quello di " far crescere ancora di più le donazioni, arrivare a un Milione e 200 mila donazioni disponibili nel mondo, così ci sarà un cordone disponibile per tutti " chiarisce Rebulla. E anche aumentare il numero di banche: " in Africa e in Asia infatti non esistono " spiega Perluigi Vasilotta, oncologo e socio del Lions Club, promotore insieme alla Fondazione IRCCS dell'ospedale Maggiore Policlinico di Milano del congresso.
A COSA SERVONO LE STAMINALI DEL CORDONE OMBELICALE
Le staminale del sangue cordonale, come quelle del midollo osseo sono utili con trapianto allogenico, ovvero tra donatore e ricevente diversi contro leucemie, linfomi, talassemie, immunodeficienze e alcuni difetti metabolici.
Nonostante gli annunci di molte scoperte che talvolta vengono pubblicizzati, oggi non esistono ancora applicazioni per malattie come Alzheimer o traumi spinali. La comunità scientifica non incoraggia la conservazione autologa, cioè per se stessi, del cordone ombelicale perchè sottrae risorse a terapie efficaci , mentre il sangue è un bene pubblico di interesse primario. Inoltre le staminali della stessa persona che si è ammalata potrebbero contenere dei precursori della malattia e facilitarne il ritorno.
COME SI USANO
Le cellule staminali del sangue cordonale sono emopoietiche, in grado di dare origine a tutte le cellule del sangue, globuli rossi, bianchi e piastrine. Rappresentano quindi una risorsa preziosa per rigenerare l'ambiente midollare danneggiato. " Delle cellule staminali conservate - prosegue Rebulla - se ne utilizza circa il 5% perchè servono per un numero limitato di malati. Rispetto al sangue midollare, per quello ombelicale serve una compatibilità meno stringente: bastano 4 fattori genetici su 6 contro i 6 su 6 ". Non tutti i cordoni donati possono essere utilizzati perchè il materiale disponibile alla donazione deve essere tipizzato ( cioè classificato secondo le caratteristiche indispensabili per stabilire la compatibilità ) e poi congelato.

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