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mercoledì 19 giugno 2013

La luna si veste di rosa: naso all'insù domenica sera

Grande appuntamento per gli appassionati di astronomia domenica 23 giugno. Dalle 20 circa sarà possibile ammirare uno spettacolo mozzafiato: la Luna sarà rosa.
Il fenomeno è definito in astronomia "Perigeo" : domenica la Luna si troverà alla alla minima distanza dalla Terra della sua orbita geocentrica (perigeo), permettendo all'astro, che sarà nella fase di Luna Piena, una maggiore luminosità apparente e dimensioni più grandi nel cielo. La distanza minima sarà raggiunta alle 7 del mattino, e sarà di 356.991 Km.
Si tratterà dunque della Luna piena più intensa e grande del 2013.

venerdì 31 maggio 2013

L'ASTEROIDE CON LA SUA LUNA 'SFIORA' LA TERRA. "ALLE 23 BRILLERÀ NEL CIELO"

 Arriva accompagnato da una piccola luna l'asteroide 1998 QE2: a svelare che il 'sasso cosmico' che si sta avvicinando alla Terra è in realtà un oggetto doppio sono le osservazioni radar, condotte a poche ore dal passaggio ravvicinato, previsto per le 23, ora italiana.

HA UNA PICCOLA LUNA Del diametro di 2,7 chilometri l'oggetto raggiungerà il massimo avvicinamento quando si troverà a 5,8 milioni di chilometri dalla Terra. Nessun pericolo di impatto, ma in tutto il mondo astronomi e astrofili sono mobilitati per osservarlo. Sul canale Scienza e Tecnica, sul sito www.ansa.it, vi sarà una diretta streaming con il Virtual Telescope questa sera alle 22,30, per osservare l'asteroide. L'oggetto passerà a «una distanza di tutta sicurezza, ma questi passaggi ravvicinati sono occasioni ghiotte per osservare da vicino questi oggetti, altrimenti raggiungibili solo con missioni spaziali» rileva l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope.

"COME UN BLILLANTE" Durante i passaggi ravvicinati, prosegue l'esperto, questi oggetti sono più brillanti e il segnale più luminoso permette di comprendere meglio alcune caratteristiche: come rotazione e la presenza di eventuali lune. Come in questo caso, le osservazioni radar dell'asteroide 1998 QE2, effettuate con l'osservatorio radar Goldstone in California, hanno permesso di scoprire, spiega Masi, «che l'oggetto ruota su se stesso in meno di 4 ore ed è doppio, cioè è accompagnato da una piccola luna». In realtà, sottolinea Masi, oggetti di questo tipo non sono insoliti, rappresentano circa il 15% della popolazione di asteroidi ma averli 'a portata di mano, anzi di telescopiò, per osservarli, come in questi giorni, è molto raro. L'ipotesi più accreditata sull'origine di questi piccoli sistemi è, spiega Masi, che le piccole lune siano una costola degli asteroidi, che si è staccata a causa della veloce rotazione degli oggetti. Scoperto il 19 agosto del 1998, dal programma di monitoraggio degli asteroidi vicini alla Terra del Massachusetts Institute of Technology, l'asteroide, osserva Masi «questa sera ci regala il suo passaggio più ravvicinato dei prossimi 200 anni». L'asteroide sarà visibile da tutta Italia, il consiglio come sempre in questi casi è quello di recarsi in zone dove il cielo è privo di inquinamento luminoso. Per osservarlo bisognerà guardare verso sud in direzione della costellazione della Bilancia, l'asteroide, spiega Masi, sarà visibile anche con telescopi di modeste dimensioni, del diametro di 10-15 centimetri, e si può tentare anche di fotografarlo con un modesto teleobiettivo da 135 millimetri.

fonte.leggo.it

mercoledì 29 maggio 2013

Mantova, il mistero della terra che ribolle

Pozze d'acqua che ribollono. Mistero nella bassa mantovana. Il fenomeno che ha fatto tanto scalpore sul web è stato analizzato dai ricercatori e scienziati, che hanno cercato di comprenderne la causa. Secondo quanto riferito da fonti locali e riportato anche dalla Gazzetta di Mantova, la risposta definitiva su cause e dettagli sta per arrivare. Alcuni esperti smentiscono la correlazione con i terremoti, altri invece avvicinano i due fenomeni e cercano di metterli in relazione. Hanno lavorato su questo fenomeno sia l’Università che l’ Ingv, raggruppando una squadra di esperti ritenuta in grado di poter studiare nel dettaglio le cause che hanno portato a far ribollire fango e terra. Poco dopo si è scoperto che fuoriesce un gas. E’ stato successivamente smentito che si trattasse di metano e che la matrice andava ricercata in alcuni campioni che in questi giorni si trovano sotto analisi.

fonte:leggo.it

sabato 25 maggio 2013

Nuova scoperta perché non riusciamo a comunicare con gli extraterrestri?

 La radioastronomia studia lo spazio attraverso l’osservazione astronomica nello spettro  elettromagnetico,  oltre la limitata “finestra” della radiazione luminosa.
L’osservazione effettuata con i radiotelescopi, dotati di potenti antenne realizzate per rilevare radiazioni elettromagnetiche di differenti lunghezze d’onda e la cui analisi ci consente di avere informazioni sulle varie aggregazioni di materia che compongono l’universo e sui fenomeni che in esso avvengono, ha un limite preciso ed invalicabile:
ci fornisce dati di un passato remoto.
Infatti i segnali cosmici che vengono ricevuti sulla terra sono stati generati fino ad alcune decine di migliaia di anni fa, quando provenienti dalla Via Lattea (che è la nostra galassia), oppure anche  milioni o addirittura  miliardi di anni fa, se i segnali provengono da sistemi extragalattici.
E ciò perché  le onde elettromagnetiche viaggiano alla velocità della  luce, velocità che, allo stato delle nostre conoscenze attuali, non è superabile.
Ciò ha comunque una grande validità, perché ci consente di conoscere come si è creato il mondo, ma tuttavia non ci consente di sapere come il mondo lontano è  in effetti adesso e cosa accade.
E’  da decenni che l’uomo scandaglia senza successo l’universo alla ricerca di segnali extraterrestri artificiali.
C’è da dire che,  ammesso che riuscissimo a captare un messaggio proveniente da un pianeta appartenente al sistema  di  una stella vicina, ciò significherebbe comunque che il segnale è stato trasmesso molti anni fa e che anche se rispondessimo,  il nostro ipotetico interlocutore probabilmente sarebbe già morto prima di avere la nostra risposta.
La situazione potremmo paragonarla a quella di due ipotetici giocatori di scacchi di due secoli fa, ubicati uno in Europa ed uno in Cina, che volessero usare  un messaggero a cavallo per comunicarsi vicendevolmente la propria mossa.
Il commento ad una situazione del genere è semplice: quei due non potevano giocare. Oggi, via web, è invece possibile. Ma all’epoca internet non c’era. E non era neppure ipotizzabile.
Il motivo dell’insuccesso, finora, dell’ascolto di segnali alieni,  probabilmente non è tanto dovuto al fatto che vengono usati strumenti tecnologicamente non adeguati ma, molto più probabilmente, al fatto che si sta operando in un campo non idoneo allo scopo.
Più o meno come quel tizio che vorrebbe vedere con le orecchie: le orecchie non sono adatte per vedere, ma solo per sentire.
Le telecomunicazioni, così come sono oggi conosciute, sono più che adeguate per comunicare sulla terra e, con qualche limite,  entro qualche miliardo di  Km da essa. Ma, probabilmente non lo sono per comunicare fuori dal nostro sistema solare.
In verità non abbiamo altre opzioni, ma non è nemmeno detto che queste non esistano.
Il fatto è  che prima che venisse inventato o scoperto qualcosa di nuovo, determinate cose sono sempre state ritenute impossibili. E spesso neppure ipotizzabili.
Nel caso di nuove invenzioni, come l’aereo, l’uomo di due secoli fa poteva tuttavia concepire il volo; il fatto che non poteva volare risiedeva solo nel fatto che la tecnologia non lo consentiva.
Nel caso della radio, il problema, invece non era nemmeno concepibile dal più fantasioso scrittore, in quanto le onde elettromagnetiche non erano state scoperte e nessuno aveva idea che potessero esistere.
Ritengo che dobbiamo attendere ancora una  nuova sensazionale scoperta scientifica,prima di fare un passo avanti in questo campo e che al momento stiamo solo sprecando tempo ed energia.

Credit: ESA - Hubble - NASA
Però è da prendere in considerazione un’altra variabile.
I pianeti che possono ospitare la vita potrebbero trovarsi a livelli evolutivi molto diversi tra essi.
E sapendo  che  la storia umana non rappresenta  che un’infinitesima porzione  del processo  di evoluzione della terra, risulta molto difficile che due civiltà ubicate in pianeti differenti possano intersecarsi a livello temporale.
Ma, pur  limitandoci alla nostra galassia, che conta 200 miliardi di stelle,   voglio sperare che questo  non rappresenti un problema per poter comunicare, prima possibile, con altri mondi.
fonte:meteoweb.eu